Prima di farti fare un sito: sei domande da fare (e da far mettere per iscritto)
Un sito si sceglie guardandolo, ma i problemi arrivano dopo: rinnovi, password, modifiche. Sei domande da fare prima di dire sì, a chiunque.
Quando ti propongono un sito guardi la grafica, ed è giusto. Ma le sorprese di solito arrivano un anno dopo: un rinnovo che costa più del previsto, una modifica che richiede settimane, un dominio che scopri di non poter spostare. Bastano sei domande per evitarle. Valgono con qualsiasi fornitore.
1. A chi è intestato il dominio?
Il dominio è l'indirizzo del sito, per esempio nomeattivita.it. Deve essere intestato a te o alla tua attività, non a chi te lo realizza. Se un giorno cambi fornitore, è l'unica cosa che non puoi rifare da capo: clienti, biglietti da visita e scheda Google puntano lì.
2. Chi ha le password?
Fatti consegnare gli accessi al dominio, all'hosting e alla casella email, e conservali in un posto sicuro. Il fornitore può avere i suoi accessi per lavorare, ma tu devi poter entrare senza chiedere il permesso a nessuno.
3. Quanto costa il secondo anno?
Molte offerte sono convenienti il primo anno e poi si rinnovano a un prezzo diverso. Chiedi cosa paghi ogni anno, per cosa (dominio, hosting, assistenza) e se il rinnovo è automatico. Fattelo scrivere.
4. Posso cambiare menu, orari e avvisi da solo?
Gli orari di agosto, il piatto nuovo, la chiusura per ferie: sono le modifiche più frequenti e devono essere le più facili. Se ogni volta devi mandare una mail e aspettare, il sito resterà vecchio. Chiedi di vedere come si fa una modifica, non solo se si può fare.
5. Privacy e cookie sono a posto?
Se il sito ha un modulo di contatto o di prenotazione raccoglie dati personali, e serve un'informativa privacy. Se usa strumenti di statistica o contenuti di altri servizi, può servire anche il banner dei cookie. Non è un dettaglio: chiedi chi se ne occupa e cosa è incluso.
6. Cosa succede se un giorno voglio cambiare?
La risposta giusta è semplice: ti porti via dominio, testi e foto, e il nuovo fornitore riparte da lì. Diffida di contratti lunghi con penali, di siti costruiti su piattaforme da cui non si può uscire e di risposte vaghe.
In breve
Un buon sito non si giudica solo dal primo giorno, ma da quanto è facile viverci dentro negli anni successivi. Se il fornitore risponde a queste sei domande con chiarezza, e accetta di scriverlo, sei già in buone mani.
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